L'arroganza al potere

 

Per chi vive o ha vissuto negli ultimi anni le vicende dell'Orchestra Sinfonica del FVG, un titolo del genere non necessita di molte spiegazioni; queste righe sono un tentativo di chiarire le cose a chi abbia solo una vaga idea di cosa stia succedendo all'interno di questa giovane quanto tormentata Orchestra.

Facciamo un passo indietro. Anno 2000: con Legge Regionale viene istituita l'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia. Anno 2002: vengono bandite delle Audizioni in base alle quali si dà vita ad un organismo semi-stabile di 32 professori d'orchestra. I contratti proposti sono a tempo determinato di 3-4 mesi, integrati da diversi contratti a prestazione occasionale. Si va avanti così per due anni, fino a maggio 2004.

A questo punto,19 professori d'orchestra, risultati idonei all'Audizione 2002, fanno una semplice richiesta: l'assunzione a tempo indeterminato. La motivazione principale é: visto e considerato che a lavorare siamo sempre gli stessi, che i periodi di lavoro annuali si aggirano complessivamente sugli 8-10 mesi, che i costi sono di fatto identici, non vediamo la differenza tra l'assumerci-licenziarci-riassumerci (questo "escamotage" per evitare l'assunzione definitiva é tra l'altro perseguibile ai sensi di legge), e l'assumerci una volta per tutte.

La differenza invece c'é, eccome, tanto che la Presidente dell'Orchestra, signora Donata Irneri Hauser, licenzia in blocco tutti e 32 i dipendenti, per poi ri-convocare per la programmazione futura dell'Orchestra, in maniera assolutamente discriminante, solamente quei professori (non più di una decina) che se ne erano stati buoni e zitti, a differenza di chi aveva "osato" reclamare i propri diritti. E QUESTI SONO FATTI.

Il tentativo di aprire una vertenza sindacale é stato ripetutamente boicottato dai vertici dell'Orchestra. Il rappresentante sindacale, quando la situazione offriva ancora ampi margini di trattativa, non é MAI stato convocato in maniera ufficiale, nemmeno per un colloquio. Il motivo é semplice: aprire una trattativa avrebbe di fatto significato riconoscere il ruolo degli stessi sindacati, vocabolo fin d'ora ignoto a questa struttura. In compenso, al tentativo di conciliazione presso la Camera del Lavoro della Provincia di Udine, il legale dell'Orchestra, ha proposto un contratto biennale di 6-7 mesi l'anno (quindi una situazione di fatto peggiorativa rispetto a quella degli anni precedenti) in cui, in base ai fondi stanziati dalla Regione, ci sarebbero state ulteriori possibilità di lavoro.

Si badi bene: "in base ai fondi erogati" é una forma cautelativa in base alla quale, se l'Orchestra dichiara di "avere finito i soldi", così come dichiarato dal rappresentante legale dell'Orchestra in occasione del sopraccitato tentativo di conciliazione (giugno 2004), noi saremmo a casa comunque, contratto o non contratto. Qualcuno avrà poi la cortesia di spiegarmi come si fa ad esaurire i fondi stanziati dalla Regione, 4 Province e Comune di Udine, (totale 1milione e 800mila Euro per anno solare) tra il 18 febbraio e l '8 maggio 2004, ultima tranche di produzione dell' Orchestra. E comunque al giorno d'oggi, pensare di vivere di soli finanziamenti della pubblica Amministrazione é pura illusione. Piuttosto fa specie l'incapacità di chi di dovere a reperire fondi non pubblici, leggi sponsor, istituti di credito e quant'altro.

A proposito di contratto: la firma del medesimo era subordinata alla sottoscrizione di una bozza pre-contrattuale in cui si rinunciava ad ogni pendenza pregressa e futura, in modo da impedirci di adire a vie legali per vantare i diritti fin qui acquisiti. Follie, caporalato allo stato puro. Essendoci rifiutati di firmare tale clausola vessatoria, l'Orchestra si é arrogata il diritto di chiamare altri musicisti al nostro posto, intendendo il nostro rifiuto ad accettare tale condizione come una rinuncia formale al contratto che, a nessuno di noi é stato dato modo di visionare.

Oltre al danno di essere rimasti senza lavoro, la beffa é giunta sotto forma dei nuovi contratti che l'Orchestra ha proposto ai musicisti chiamati a rimpiazzarci: all'art.12, si garantisce che l'Ente (Orchestra), qualora noi vincessimo la causa, garantirebbe le medesime condizioni (il tempo indeterminato) anche a coloro che, avendo i nostri stessi diritti hanno firmato il presente contratto!

Non so se mi spiego: prima ci propongono una bozza che, se firmata, avrebbe posto la parola fine su ogni nostra richiesta e pendenza legale; se non firmata, ci avrebbe impedito di sottoscrivere il contratto. Poi, una volta messi noi fuori gioco, garantiscono anche a chi finora non ha mosso un dito gli stessi diritti da noi reclamati, nell'ipotesi di una nostra possibile vittoria legale. Come dire: Visto? hai fatto bene a non esporti come quelli, tu intanto ora lavori, e in ogni caso noi ti garantiamo che otterrai le medesime cose di quelli lá, a costo zero.

Andrea, Valentino, Ludovica, Glauco, Chiara, Anna, Ingrid, Enriketa, Paolo....non vi invidio.

Ma andiamo avanti. Da come sono andate le cose si deduce che: 1) Il famigerato art.12 é stato aggiunto in un secondo tempo, altrimenti tutti noi avremmo firmato, avendo la possibilità di continuare a lavorare non rinunciando al sacrosanto diritto di agire per vie legali: ecco perché tanto mistero sul contratto che "non era ancora pronto", mentre la bozza lo era da un pezzo; 2) In un modo o nell'altro, i "ribelli" andavano fatti fuori.

Ma perché tanto accanimento su questi 19 musicisti che reclamano i propri sacrosanti diritti? Perché questa precisa volontà di fare fuori chi osa alzare la testa, anziché starsene buono buono a respirare l'aria fresca del -4 al Teatrone?

Provate ad indovinare: una volta entrati in maniera stabile e definitiva, i musicisti tramite le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) avrebbero avuto finalmente voce in capitolo, magari dicendo la loro sulle decisioni del CdA, oppure esercitando il diritto allo sciopero senza paura di essere fatti fuori per aver reclamato i loro diritti (come é successo)......e allora col cavolo che ai piani alti avrebbero continuato a fare i loro comodi e AD USARE I MUSICISTI COME PEDINE IN UNA LOTTA POLITICA CHE A NOI, FRANCAMENTE, NON INTERESSA.

Sono stato chiaro?

Peccato sia andata così, con un minimo di intelligenza e buon senso questa situazione poteva essere risolta già da tempo. Invece é venuta a mancare proprio la volontà politica, la determinazione di chi doveva e poteva risolvere una situazione nella quale gli unici a pagare fino ad ora sono quei 19 professori d'Orchestra rimasti senza occupazione:

NOI SIAMO LA PARTE LESA.

 

Enrico Cossio

L'autore si assume la totale responsabilitá di quanto sopra riportato.