La saga di Don Abbondio

 

Ed eccoci arrivati ad aprile 2005.

Cosa é successo nel frattempo? É successo che nell'autunno 2004 l'attivitá dell'Orchestra é andata avanti come niente fosse, noi fuori dal Teatro a protestare raccogliendo il sostegno di tantissima gente e gli altri dentro a suonare, facendo finta di niente.


Peró é anche successo che a fine dicembre la Regione Friuli Venezia Giulia, maggiore finanziatrice dell'Orchestra con 1milione e 400mila Euro su 1milione e 500mila Euro stanziati assieme alle Province, avesse voluto vederci chiaro.
Ha congelato i Fondi, seguita a ruota dal Comune di Udine, proprietario del Teatro.
Sostanzialmente un atto dovuto: nessuno puo' permettersi di gestire dei soldi pubblici e contemporaneamente calpestare ogni piú elementare diritto al lavoro, perché cosí é stato: dal momento in cui i 19 Professori d'Orchestra hanno fatto una semplice richiesta di lavoro a tempo indeterminato, si sono trovati automaticamente senza lavoro.
E che nessuno si azzardi a dire che la nostraé stata una "libera scelta": con la miseria di lavoro che c'é in giro non siamo cosí matti da rinunciare a del lavoro, per quanto precario.
Ma abbiamo il sacrosanto diritto di continuare a lavorare tentando di migliorare la nostra condizione.


La veritá é che ci hanno volutamente messo in condizione di non poter accettare un simile contratto, perché quelle clausole sono state inserite soltanto DOPO la nostra richiesta!
Ai 9 Professori d'Orchestra che invece avevano sottoscritto il contratto si sono poi aggiunti altri musicisti (quelli chiamati a coprire i posti "liberati" dai 19).
Alcuni senza lavoro: massimo rispetto per la loro condizione, ne so qualcosa.
Altri, venuti ad "arrotondare": no comment.


Tempo un mese dal congelamento dei fondi e l'attivitá dell'Orchestra si blocca. E siamo a gennaio 2005. Tutti a casa.
A questo punto, levata di scudi. Don Abbondio, che per mesi era stato zitto e buono, si traveste da Fra Cristoforo e reclama a gran voce il proprio posto di lavoro, dichiara che a lui interessa solo suonare, che la Regione deve sbloccare i fondi, sennó va a mangiare a casa dell'Assessore Antonaz. Dice (ripeto, "dice") di voler suonare gratis.
Che nobiltá d'animo, che coraggio!


Ma Don Abbondio forse non sa di aver firmato un contratto in cui, per la prima volta nella storia dell'Orchestra si precisa che "(il contratto) si risolverá automaticamente qualora venissero meno i finanziamenti fino ad oggi erogati dalla Regione" oppure "sará automaticamente ridimensionato(...)qualora diminuissero i fondi" e infine "(Il Professore d'Orchestra)non potrá rivendicare alcunché, neppure in linea risarcitoria"(art.11).
Quante cautele da parte del CdA, quasi prevedesse un simile epilogo.


Ma con chi se la deve prendere allora Don Abbondio? Prima di tutto con sé stesso; poi con chi, approfittando della necessitá che tutti hanno di lavorare, gli ha proposto una simile cosa.
Da mesi noi 19 protestiamo contro quei contratti. E Don Abbondio intanto finiva gli avanzi alla corte di Don Rodrigo.
Non condivideva i nostri metodi? Pazienza: si sa, "Don Abbondio non era di certo un cuor di leone".


Ma non remare contro. Non sbeffeggiare chi come noi protesta perché ritiene di aver subíto un torto. Non farsi belli sulla sedia di chi era tuo collega fino a qualche mese fa.
Se la richiesta di lavoro a tempo indeterminato l'avessimo fatta tutti (19+9) ora sarebbe tutta un'altra musica: non lo dico io, lo hanno affermato tutti i sindacati, dalla CGIL alla UIL.


Un mio carissimo amico un giorno mi ha detto: "In barca é bello perché ti bastano 3 giorni per conoscere veramente una persona".
La prossima volta, anziché suonarci per anni assieme, i miei ex-colleghi li porto tutti in crociera. E paga l'Orchestra.

Enrico Cossio

L'autore si assume la totale responsabilitá di quanto sopra riportato.